Visualizzazione post con etichetta vita. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta vita. Mostra tutti i post

giovedì 12 settembre 2013

Malasanità





Da un po' di giorni mio marito è molto nervoso.



Dopo due attacchi ischemici in tre mesi, che hanno lasciato il segno, gli riesce sempre più difficile lavorare, come prima.



Per giunta questa mattina gli si è gonfiato il piede che da tre giorni trascina, costringendolo all'immobilità.



Ho cercato in tutti i modi di convincerlo a fare una pausa, ma per lui le ferie sono una perdita di tempo.



"Cos'altro si deve inventare il Padreterno per farti fermare?" gli ho detto a brutto muso.



Poi ho pensato che il medico di base, che lo conosce, avrebbe potuto aiutarmi.



Così gli ho telefonato, informandolo della situazione e del fatto che la pressione, nonostante le medicine era molto alta.



Gli ho detto che temevo il ripetersi di un altro attacco ischemico e se poteva prescrivergli qualche calmante.



Mi ha risposto, dopo essersi informato di che si occupava( ha una piccola azienda che naviga in cattive acque), mi ha risposto che non c'erano per lui medicine.



L'unica efficace è risolvere i suoi problemi finanziari.






PS. Quando si ruppe la tibia due anni fa, al pronto soccorso diagnosticarono una contusione all'alluce, guaribile in 5 giorni. L'alluce non aveva infatti subito fratture come evidenziava la radiografia.



Ma 5 giorni dopo mio marito dovette urgentemente ricoverarsi per sospetta cancrena alla gamba.



Fu con la radiografia al posto giusto(bastava sollevare la pedana del pantalone per accorgersi dove aveva battuto), che si accorsero che doveva prima far rientrare l'infezione, poi ingessarsi per tre mesi.






Che dite lo scrivo il libro vaff... consigliato dallo psicologo?

sabato 22 giugno 2013

martedì 4 giugno 2013

La scritta

La volevo riportare al negozio dove ieri l'avevo comprata, la maglietta con la scritta non propriamente adeguata ad una donna della mia età, di chiesa e rispettosa delle persone.

Mio figlio, quando mi ha detto cosa significava, sono caduta dalle nuvole, perchè avevo solo guardato che mi entrasse e che costava poco nel negozio cinese vicino casa.

"Questo succede a chi non conosce l'inglese", mi ha detto con aria saccente. 
(Quando a lui assegnarono alle medie la classe di francese facemmo le carte false per fargli imparare l'inglese e lo mandammo anche in Inghilterra, cosa che ai miei tempi non poteva succedere. Alle suore 60 anni fa o mangiavi quella minestra o saltavi dalla finestra.)

"Se la metti quando vai alla preghiera con persone della tua età , puoi stare tranquilla che nessuno ti dice niente. "Ha aggiunto con aria ironica.

Ma questa mattina, quando mi sono ritrovata il sacchetto con lo scontrino pronto vicino alla porta, ho desiderato indossare la scandalosa maglietta e farci una foto e poi postarla qui.


Poichè da anni giro per medici a causa della mia incapacità di deambulare e poichè, dopo essermi sottoposta ad ogni genere di sevizie, mi hanno risposto che devo curare il cervello, ho seguito il loro consiglio...eppoichè lo psicologo dopo due incontri mi ha consigliato di scrivere un libro dal titolo VAFF... a tutti quelli che non mi credono, eppoichè io non trovo il coraggio di farlo...

Che non sia questa la strada per uscire dal fosso?

Portarlo scritto sulla maglietta.

Chi vuole capire capisca.

venerdì 19 aprile 2013

Provvidenza

Quando avevo desiderato di non fare l'orlo ai pantaloni di Annamaria, non sapevo che mi dovevo affettare un dito per evitare una carità così elementare.

Perchè dire di no ad Annamaria, una piccola di Dio, strumento potente della sua salvezza, almeno per quello che mi riguarda( è stata lei nell'ambito della missione parrocchiale del 2000 a portarmi a casa il primo annuncio ), è peccato mortale, anzi mortalissimo, se così si può dire.

Ma io odio fare le pieghe ai pantaloni, un odio viscerale, atavico.

Per il resto faccio tutto, specialmente le cose difficili, con l'ago, il filo e la macchina da cucire.

Ho continuato anche se l'occhio e le mani e le braccia mi hanno costretto a brusche e ripetute frenate.

E quando io funziono( si fa per dire), si ammutina la macchina.

Il problema nel farle il piacere era che i suoi orari ( mattina e sera va al centro di igiene mentale), non coincidono con i miei, a meno di invitarla a pranzo.

Ma anche questa non era per me una prospettiva piacevole, visto come negli ultimi tempi i pranzi vanno a finire.

Quando ho telefonato ad Annamaria, per dirle che non potevo, mi ha risposto che Dio aveva già provveduto, perchè i pantaloni glieli aveva accorciati Luciana.

domenica 14 aprile 2013

Piste per disabili e arredi

Prima o poi mi deciderò a scrivere il libro che mi ha consigliato il musicoterapeuta.

Il problema è il titolo.

Come può, una che ha un blog chiamato ASUAIMMAGINE, scrivere un libro intitolato VAFF......?




martedì 26 marzo 2013

Dio sa di cosa abbiamo bisogno.


Mercoledì scorso, ero uscita per comperare la stoffa per le tendine della cucina.

 A casa avevo riportato tutt'altro, come avevo scritto nel POST, concludendo che comunque mi ero molto divertita.

Mi aveva accompagnato Michela, il mio angelo custode, e l'avevo fatta impazzire a fare foto delle stoffe probabili candidate a sostituire quelle sbiadite e lise che avevo.

La stoffa serviva non a difendermi dalla luce o dagli sguardi indiscreti, ma piuttosto a ridare decoro ad una cucina fortemente danneggiata da un incendio. scoppiato per una mia disattenzione.

Per fortuna mi piace trovare rimedi a basso costo e finora me la sono sempre cavata.

Oggi che ho portato a termine l'impresa, senza spendere un centesimo e non muovendomi di casa, ho capito perchè mercoledì non ero riuscita a trovare la stoffa di mio gradimento.

Era seppellita nel fondo del baule da anni,  comprata per sbaglio e che tante volte ero stata tentata di regalare.

Mi sono messa d'impegno ed ecco cosa ne è uscito.

La mia cucina , dopo un 'accurato maquillage, ha 42 anni, ma non li dimostra.






Aggiungi didascalia

Visuale d'insieme


La mia opera d'arte


Particolare

Particolare

Particolare



Ora che ci penso è il secondo POST che parla di fuoco.

venerdì 22 marzo 2013

Guasto all'acquedotto del Giardino: Chieti e Pescara a secco

Oggi è la giornata mondiale dell'acqua. Impariamo a risparmiare questo bene prezioso!





Noi abbiamo già cominciato!



 

mercoledì 20 marzo 2013

Acquisti

Sono uscita per comperare la stoffa per le tendine della cucina.

Sono tornata con una maglia fucsia da regalare a mio marito che il 28 fa il compleanno e un top dorato per me, che non so come e quando potrò indossare.

La cucina continua ad aver bisogno di tende.

Però mi sono divertita parecchio.




domenica 10 febbraio 2013

Pescara




Ho trovato per caso il video ufficiale della mia città e mi è venuta voglia di condividerlo con voi.

Certo che la città in cui vivo è diventata bella con il passare degli anni.

Non me ne ero accorta, visto che da tanto non vado in centro, nè frequento isole pedonali,  piste ciclabili,  parchi,  ponti sospesi nell'aria.

A Pescara il tempo vola, hanno scritto gli ideatori del video.

Se non la filmavano dall'alto non l'avrei mai immaginato.

Ma per una che il mondo lo guarda dal basso, l'unica cosa di cui si rende conto sono le barriere architettoniche, le betonelle con cui hanno lastricato tutto, strade e marciapiedi.

Le ruote, si sa non scivolano leggere sul pavimento bello, che dà tanto l'aria di antico, dà calore e tono ad una città che non vanta antiche genealogie.

Ricordo quando ero bambina e della mia città conoscevo ogni anfratto.

Ricordo le passeggiate sulla riviera, con Gianni, quando eravamo fidanzati.

Ricordo le lunghe attese al passaggio a livello finchè non arrivava il treno, ai saluti che ci scambiavamo con la gente affacciata ai finestrini.

Ora la stazione è sopraelevata e se vuoi vedere un treno ci sono le scale mobili.

Mio padre faceva il capostazione e lì era il nostro quartier generale.

Di noi figli, dico, di mia madre.

Quando cominciarono a costruire la nuova stazione, mio padre era ancora in servizio e s'illuse che all'inaugurazione avrebbe partecipato anche lui.

Ci misero 20 anni. Troppi per uno che ne aveva già tanti sopra le spalle.

Abbiamo insieme sperimentato quanto il progresso ci aveva rubato. 

Poi se n'è andato e mi ha lasciato sola a guardare la città con gli occhi degli altri, dall'alto di un elicottero

giovedì 8 novembre 2012

Caccia al tesoro


Problema: lacrimazione eccessiva di Antonietta, la moglie, cioè io.(E' come viaggiare in automobile quando piove senza tergicristallo)
PERCORSO

visita oculistica
sostituzione occhiali 
visita oculistica
( riscontrato edema maculare, ma questa è un'altra storia)
lavaggio dei condotti lacrimali
lacrime artificiali
lacrime artificiali
lacrime artificiali
lacrime artificiali ecc.ecc. ecc.
cortisone
visita oculistica
tampone con antibiogramma (stafilococco aureo-finalmente l'abbiamo preso!)
antibiotico mirato 
visita oculistica
terme( consigliate)
in alternativa aerosol
farmacista(per chiedere con quale preparato fare l'areosol)
medico di base( a cui mi rimanda il farmacista)
Il suddetto nega che mi lacrimano gli occhi, perchè non sono bagnati abbastanza.
 visita  otorino( prescritta con riluttanza dal suddetto) che esclude problemi alle vie respiratorie  e ipotizza: 
1)allergia (da provare per due mesi antistaminici e cortisone, che non hanno dato nessun risultato)
2)sinusite da accertare attraverso una  TAC maxillofacciale


Problema: tosse secca, persistente da circa quattro mesi di Gianni, mio marito

PERCORSO

Telefonata al medico di base
prescrizione antibiotici per influenza( corre, cosa vuol fare...)
Constatata l'inefficacia, sostituzione delle pillole per la pressione
Constatata l'inefficacia, RX torace (negativo)
ecotiroide(negativo)
Visita otorino che esclude problemi alle vie respiratorie  e ipotizza reflusso gastroesofageo
RX stomaco ed esofago 

Poichè l'otorino è lo stesso, gli esami li abbiamo fatti nella stessa struttura e nello stesso arco di tempo. Oggi abbiamo ritirato i referti.

NEGATIVI


Dico a Gianni:" Dobbiamo tornare dall'otorino".
Gianni risponde: "No, dobbiamo cercare un indovino"

Potreste  consigliarcene  qualcuno ?







venerdì 26 ottobre 2012

Crisi


La TAC mi mancava e ho fatto anche questa, maxillofacciale, per vedere se ho la sinusite. Tanto sono certa che non esce fuori niente, come tutte le indagini fatte finora, per sapere perchè non cammino.
Dopo quattro ore di attesa e il tempo per ritrovare la croce caduta quando me la sono sfilata per fare l'esame...
Dopotutto era la più piccolina, perchè quella di brillanti era rimasta al suo posto, attaccata alla catenina.
Ma la piccola aveva un valore speciale per me, tanto che per consolarmi ho detto: " Troppe croci non servono da aggiungere a quelle a cui sei inchiodato."
L'orario ( l'avevamo dimenticato) era puramente indicativo, così siamo andati senza pranzare, fiduciosi di tornare in tempo per farlo.
Dicevo della TAC. la casella a cui mi ha mandato l'otorino, dopo avermi fatto fare una cura con gli antistaminici.
Ma dall'otorino c'ero andata di forza, contro la volontà del mio medico curante che ha negato che gli occhi mi lacrimano di continuo, impedendomi di vedere.
" Le persone a cui lacrimano gli occhi, si presentano con i fazzoletti bagnati premuti sugli occhi " ha ripetuto fino allo sfinimento.
"A lei non lacrimano, perchè non ha fazzoletti", ha detto anche dopo che gli ho preso la mano e l'ho poggiata sul mio viso bagnato.
Ero andata da lui perchè la mia oculista(130 euro) se ne era lavata le mani.
Era suo il problema, però, di prendere atto che il miracolo della puntura sperimentale per l'edema maculare non c'era stato, per cui dovevo correre ai ripari cercando uno che me ne facesse un'altra  meno invasiva.
"Semmai poi ci facciamo una sfumata di laser."L'ultima sfumata mi è costatao 300 euro
Per vederci di meno.

(Il professore  che avrebbe dovuto farmela in un ospedale di provincia, mi ha detto che la normativa è cambiata e che non sa se...) 
In questo tempo di crisi è giusto dare una mano ai privati.
" Vada alle terme per questa lacrimazione o si rivolga al farmacista". 
Anche loro devono mangiare. 
A Gianni si è rotto un dente incapsulato. 1700 euro il preventivo del dentista.
Anche lui deve mangiare.
Io ho l'esenzione totale, ma la maggior parte delle medicine che prendo non sono contemplate.
Gianni per la salute spende poco, ma da tre mesi ha una tosse che non gli dà pace.
Ha fatto antibiotici,  ha cambiato le pillole della pressione, la radiografia al torace (40euro),  l'ecotiroide(65euro),la visita all'otorino 140 euro, non hanno mostrato nessuna anomalia.
A sentire, però si sente.La tosse.
L'esame successivo non so quanto costa, ma lo farà l'8 novembre.
Peccato che anche lo specchietto  retrovisore di destra della macchina si è rotto. Da tanto lo teniamo appeso, ma ora non funziona neanche quello di sinistra. 470 euro il  preventivo.
 Questa mattina l'abbiamo ordinato.Anche il concessionario deve mangiare.
Al dentista dobbiamo dare conferma.
Forse lui ha già mangiato, ma Gianni non può, senza denti.


martedì 21 agosto 2012

Vita


La vita è ricominciata.
Dopo una settimana di ferie oggi riassaporo l'ebbrezza di un' indagine finalizzata a sapere di quale malattia soffro.
Questa è la volta del cuore. Che sia la volta buona?
Gianni da quando ci siamo sposati continua a dire che mi ci vorrebbe una lobotomia al cervello. 

Comincio a pensare che l'intervento va fatto, ma al cuore. 
La lobotomia al cuore forse mi toglierebbe un mare di problemi.

domenica 22 luglio 2012

Puramente indicativo


Che significa per voi: " L'orario dell'appuntamento è puramente indicativo?", quando da quattro ore aspetti il tuo turno per la visita e ti era stato assicurato che eri la prima e che dovevi solo aspettare che arrivasse il dottore?

martedì 15 maggio 2012

Pollice verde

Non si può dire che io abbia il pollice verde, anche se i fiori mi piacciono e molto.
Ogni anno i gerani, di questi tempi erano attaccati dai parassiti e se non erano morti, era miracolo in primavera riuscire a recuperare qualche piccolo getto sano da ripiantare.
I risultati sempre deludenti, tanto che poi mi decidevo a comprarne di nuovi che facevano la stessa fine.
Ma il Padreterno sì che ce l'ha il pollice verde, verdissimo direi a guardare le meraviglie del gelo di quest'inverno.
I gerani , ma non solo questi, sono usciti fortificati dal tanto freddo. E questo è il risultato.
Molto probabilmente più l'inverno è freddo, più la vita torna a fiorire.

lunedì 16 aprile 2012

Mi dica


Ottobre 2000

Quali sono state le malattie più importanti della sua vita?

Quante volte mi é stata rivolta questa domanda!

Quante volte ho risposto in modo caotico, inadeguato!

Quante volte le parole che uscivano dalla mia bocca suscitavano nell'ascoltatore noia, irritazione, incredulità dubbio, aggressività malcelata, e sempre quella sensazione che mi rimaneva appiccicata di inadeguatezza, di disorientamento, di angoscia, per non essere stata capita, per non essere stata ascoltata, per non essere stata rispettata nel mio dolore, nella mia sofferenza, nelle mia verità che sempre più diventava mia, solo mia!

Perché nessuno era in grado di penetrarvi, …perché il mio destino era segnato, …perché anch'io avevo finito per credere che erano tutte fandonie.


Così ancora una volta é capitato, ieri, 9 ottobre 2000, ancora una volta l'impressione di aver chiesto o detto troppo all'endocrinologo illustrissimo, eminentissimo, primario universitario di ...., perché avevo osato sottoporgli un quesito che da nove mesi rivolgo a tutti medici con i quali m'imbatto, volente o nolente.

Quest'ingorgo alla gola di muco, saliva o altro che mi immerge, mi soffoca e mi affoga, da cosa viene?

Fuoco e fiamme uscirono dalle narici frementi dell'Idra di Lerna, perché avevo osato chiedergli ciò che lui non sapeva, perché solo di tiroide lui s'intendeva, non un centimetro più in alto, né uno più in basso, solo di tiroide...CAPITO?...capito che il nodulo alla tiroide non dà mai, dico mai disturbi?

...e come le viene in mente di consultare un altro endocrinologo all'infuori di me?

....e chi é quel cretino otorinolaringoiatra che le ha consigliato di fare indagini in merito?

ecc...ecc...ecc..

Certo lì non si trattava di riepilogare la propria vita, ma di tentare di raccontare cos'era successo dall'ultimo controllo, fatto a dicembre 1999 in quella struttura a oggi.

Conta che tutto é nato da una difficoltà a deglutire , un senso di soffocamento specie di notte, spesso culminato in un'assenza totale di aria che non riusciva a passare per quanti sforzi facessi?

Conta che i vari esperti consultati mi hanno portato a fare indagini conclusesi con l'asportazione di un papilloma alle corde vocali a marzo, un intervento allo stomaco per l'ernia iatale e il reflusso gastroesofageo, ad agosto, e una prenotazione d'intervento per l'asportazione della tiroide a causa di un nodulo freddo di non accertata natura?

Conta che non ancora sono venuta a capo di niente?


Mi dica…

Da quando é cominciata questa incredibile storia ho imparato, man mano che procedevo, che ad ognuno dovevo raccontare una parte di tutta la storia.

Ma quale?

…a saperlo!

Così immancabilmente mi si diceva che.... no questo non c'entra, questo é ininfluente, di questo non m'intendo, di quello chi se ne importa, se dice questo é pazza, pazzo é il medico che le ha detto, fatto, suggerito quest'altro...


Mi dica...

In questi ultimi tempi, al fatidico invito, un senso di smarrimento s'impadronisce di me.

E' come se mi si chiedesse quante vene, quante arterie, quanti muscoli, quante ossa, quanto di tutto io possegga, da cosa il mio corpo è composto.

Come si può, senza essere eccessivi, raccontare quante volte hai respirato, hai mangiato,hai camminato, quante volte hai pianto, quante hai riso?

E lì ad aggiustare le tecniche, a riassumere, eliminare, ridurre, semplificare, mortificare il tutto per la parte, ingegnarsi a capire, attraverso uno sguardo, un gesto, una smorfia, se quello che vado dicendo é giusto, se può sembrare credibile.


Quando a volte prende il sopravvento l'entusiasmo di pensare che finalmente ho trovato qualcuno disposto ad ascoltarmi fino in fondo, puntuale arriva la mazzata del…e questo che c'entra?…è tutto vero ciò che dice?

Oppure (l'ultima volta ad agosto) ..diciamoci la verità, lei é una paziente che nessun medico si augura , perché di acciacchi ne ha tanti, non si sa quanti veri, quanti inventati, per cui, se decidesse di andarsene...che sollievo per tutti!


Mi dica.....

Ancora una volta ad aspettare di fare il riepilogo della mia vita, martedì 10 ottobre dal dottor G. specialista in odontostomatologia in Ancona.

Due ore di macchina, un mese di attesa perché venga il mio turno.

E l'uomo che fa per me?

Non nutro molte speranze , né mi auguro, mentre aspetto nella piccola anticamera l'uscita dell'ultimo paziente, che sia bravo, anzi prego che non capisca un tubo, che sia uno dei tanti cialtroni, così potrò curarmi i denti a Pescara, senza rimorsi.


Il viaggio, l'avevo fatto, per via di quei denti limati e di quello stato di intossicazione permanente che pare venisse da loro, e che nessuno era riuscito a spiegarmi..

Ma ormai non avevo speranza di niente.




Il tempo


Vivere il momento, questo per me era ed é diventato importante, dividere il tempo in tanti, tantissimi pezzi per poterne gustare a fondo il sapore.


"Il tempo é nelle nostre mani nella misura in cui l'infinito é nei nostri cuori"


A Champoluc (dove mi accorsi che i veri malati, i grandi malati non s'incontrano per le strade del mondo, non frequentano salotti perbene, non fanno bella mostra di se nelle vetrine di lusso), senza capirle al momento, me l'ero appuntate su un foglio quelle poche parole che avrebbero cambiato il mio correre in fretta, correre sempre senza mai fermarsi un momento.

La madre di un bimbo piccolo piccolo (...un mucchio di ossa scomposte in un corpo di cera…due occhi indifesi, ma il viso disteso, sereno di una dolcezza struggente nel languore di chi si abbandona fiducioso all'abbraccio) …quella donna così rispondeva alla mia stizza per il tempo che mi sfuggiva di mano.

Da allora, per paura di dimenticarle. ogni anno trascrivo nella prima pagina dell'agenda queste parole.

Ma la briglia talvolta si allenta e la mente corre al galoppo, senza che alcuno possa fermarla.


In quella sala d'aspetto i miei pensieri andavano ai viaggi della speranza per riequilibrare la postura, all'infanzia caratterizzata da continui problemi ai denti, neri, cariati, curati in modo inadeguato, inopportuno, colpevole.

Andavano alla mia adolescenza, accompagnata nella sua solitudine, da ascessi, mai visti così grandi, che ricoprivo con una voluminosa sciarpa per continuare la mia vita di sempre, senza che alcuno avvertisse né la sofferenza, né il dolore che andavo a nascondere…specialmente a me stessa.


Andavano i miei pensieri agli ultimi dieci anni, quando dopo un lavoro finalmente concluso da uno che se ne intende, senza limiti di spesa, solo dopo 13 giorni cominciai a zoppicare, l’inizio di un’altra avventura ben più dura di quella lasciata alle spalle...le corse affannose ed affannate per quell’ernia del disco che mi stava paralizzando, i 17 milioni dell’intervento, l’inizio di un’altra odissea ben più dura di quella non ancora lasciata alle spalle.

E le volte, mi tornavano in mente, di quando, al salvatore di turno, ripetevo che mi faceva male la spalla ed il collo, ma sempre fastidio tornava, se non stizza, rabbia, o indifferenza totale.


E poi, i viaggi a Milano, dal dott. R., per correggere il ponte troppo alto, ritenuto la causa di quell’ernia paralizzante, e l’euforia dei primi tempi, sua più che mia e la sua ironia che nascondeva sempre più la certezza che vacillava e il suo sguardo, non più diretto ai miei occhi, i suoi sfuggenti man mano che i test davano risultati sempre meno incoraggianti da quando non uno, ma due incidenti, a distanza di pochi mesi, avevano rimesso in discussione tutto il lavoro.


Gessate, Milano, Bologna, Peschiera Borromea, Macerata, Civitanova, Firenze, Modena, Pesaro…l’Autostrada tante volte percorsa per raggiungere un pezzo di scienza, lo psicologo, il fisiatra, il dentista, l'oculista, l’omeotossicologo, il fisioterapista, l’endocrinologo, il neurologo, l'otorino, l'osteopata, l'ortopedico...ecc...ecc...ecc...

Tutto mi tornava alla mente:… le solette magnetiche, la rieducazione visiva, la rieducazione posturale, la rieducazione alimentare, la rieducazione vocale, la rieducazione alla deglutizione e poi i nomi, tanti nomi di tutti quelli a cui avevo chiesto e continuavo a chiedere aiuto.


E poi quelli della ASL., tutti quelli che hanno certificato le mie malattie, vere o presunte, quelli che dovevano decidere se ero sana o malata, quelli delle visite fiscali, della Commissione Provinciale di Medicina del Lavoro, quelli delle Compagnie assicurative.

Tanti nomi, tanti volti…indifferenti, svogliati, preoccupati…

...di fare presto, preoccupati di fare bene, senza guardare mai negli occhi chi gli stava davanti.

Mi tornavano in mente gli sforzi perché ciò che uno scriveva l’altro non cancellasse o che uno cancellasse ciò che l'altro aveva scritto ... e poi…

…la resa finale.

Cosa non avevo tentato per sottrarmi all'amara e inesorabile legge?




Il problema irrisolto


E dire che ero un campione, o almeno l'avevo sempre pensato , e anche gli altri ci avevano creduto che tutto sapessi, che ero capace di uscire sempre vincente da ogni tipo di prova.

Il castello di carta, aveva scardinato la morte di mio fratello. che in poco tempo ci aveva lasciati con tante domande strozzate a chiederci perché, a chiederci quando e a chi sarebbe toccato di nuovo.


Agli esami di Stato non ero riuscita a superare la prova di matematica… ma era stata l'unica volta.

Avevo però, brillantemente superato quella d’italiano, perché, nel tema dal titolo: “La contemplazione del dolore nel Manzoni e nel Leopardi”, di dolore avevo saputo parlare, quello degli altri, però, perché il mio da sempre me l'ero negato, da sempre a coprire la faccia, a fuggire, a convincermi che c'era una strada, che c'era speranza che tutto possiamo se lo vogliamo.


In quella sala d'attesa ricostruii gli anni che mi dividevano da un'altra sala d'attesa, quella del dottor R., che mi aveva visto risorgere e che a lungo ritenni il mio salvatore.

Fu lui che mi chiese di scrivere tutto quanto mi era successo da quando ero nata, perché ne aveva bisogno per uno studio che stava facendo.

Pensavo in quella sala d'attesa alla fatica per mettere ordine a tutto quel materiale incandescente che era stata ed era la mia vita di dentro più che di fuori, ripensavo alla soddisfazione di esserci riuscita e a quella non secondaria che per una volta non dovevo avere paura a rispondere a chi m'invitava a parlare.





Il dottor G.


Finalmente il mio turno.

Si accomodi, prego.

Sarò sintetica, penso; non voglio ancora una volta dire più di quanto sia necessario.

Mi dica..

Di nuovo bisogna rispondere... altrimenti perché sarei qui?

E avevo giurato a me stessa che mai più a nessuno avrei raccontato la storia, dal giorno in cui mi sentii capita senza parlare, mi sentii ascoltata senza che dalla mia bocca uscisse alcun suono, ma dai miei occhi sì che uscirono lacrime, in abbondanza, finalmente arrivata dall'unico medico che non aveva bisogno di chiedere che cosa andavo cercando.


Mi dica..

Qual é stato il suo primo dolore?

Primo in che senso?...di denti?

No, qualsiasi.

Anche di pancia?

Sì, da quando é nata.

Lo guardo con la faccia stupita di chi incontra un extraterrestre, uno che ha tempo da perdere, che non sa cosa lo aspetta.

Chi é questo ingenuo che pensa valga la pena di perdere tempo con me?

Lo avverto, lo dissuado, gli mostro i miei dubbi che possa io essere così tanto chiara da esporre con ordine tutto.quanto vuole sapere.Lui insiste, ma tempo pochi minuti, é lì a correggere inserire, annotare a margine.

Così non va, dico.

Queste cose le ho già scritte per il dottor R.; se vuole gliele mando.

Ma il pezzo mancante, il pezzo ritrovato del puzzle, quello a nessuno l’avevo mostrato.


Era forse giunto il momento di mettere fine al romanzo incompiuto?

Ci provo, mi dissi e andai a ripescare quei fogli rimasti in attesa in fondo al cassetto.




Il filo


Quei fogli, ogni tanto, li avevo ripresi perché sempre quell’assurdo gioco dell’oca mi martellava dentro al cervello.

Ma da quando avevo consegnato al dottor R. il frutto della grande fatica, quella di ritrovare il bandolo della matassa, non ero riuscita ad aggiungere niente che valesse la pena, perché ormai la storia era diventata monotona.

Bastava cambiare il nome di medici e medicine.

Non volevo scrivere ancora su quell’argomento che conoscevo a memoria e che aveva perso il mordente.

Avrei però volentieri parlato di un'altra storia, più interessante, di cui ogni giorno continuo ad annotare gli eventi su diari che i cassetti non sono più in grado di contenere, quella di un viaggio appena intrapreso, che non ha niente in comune con tutti gli altri di cui avevo fatto esperienza.


Diverso dal primo, il più doloroso, quello che mi portò lontano dagli affetti più cari, quando non avevo ancora armi con cui difendermi.

Diverso da quelli della speranza, i tanti, i troppi viaggi destinati a scontrarsi con la frustrazione profonda dell’impotenza sperimentata ogni volta.

Diverso da quello alla scoperta dell’io, la parte di me più nascosta, per stanare il “nemico di dentro” e vincere la grande paura… più di dieci anni a convincermi che non avevo bisogno di aiuto!

Diverso da quello al di fuori di me, alla scoperta del mondo a cui avevo per anni blindato le porte, viaggio finito con le cose e le persone che si sottraevano man mano alla vista.


Ma come quest’ultimo poteva conciliarsi con gli altri? Come unire le parti del grande mosaico perché non risultasse sbilenco?

Ci provo, mi dissi. L’importante è che emerga il senso finalmente trovato di quell’andare alla cieca, di quel piombare ogni volta sotto il peso del macigno portato fin sopra la cima.

L’importante è trasmettere l’entusiasmo della nuova avventura, dove ad attendermi non c’è la sconfitta cocente, dove l’oggetto del desiderio non si sottrae alla vista, dove gli strumenti per possederlo non devo trovarli da sola, dove il percorso è fatto con Chi è mezzo e scopo della ricerca, dove il premio non devo solo sperarlo, perché ogni giorno, ogni momento, mi è dato, dove non c’è la paura di cose lasciate alle spalle.


Così quei fogli in attesa sono andata a riprenderli e mi sono stupita che, a distanza di anni, non era poi così difficile mettere insieme i vari mi dica...


Dal "Il gioco dell'oca"ed.Tracce





martedì 17 gennaio 2012

Colf e preghiere


Quando trovo una collaboratrice domestica onesta che non mi stressa, scopro sempre che ha un desiderio nascosto: quello di fare un lavoro più qualificato e rispondente alle proprie inclinazioni e necessità.
Così mi ritrovo sempre a pregare perchè trovi quello che cerca.
Oggi, come sempre mi accade per questo genere di cose, sono stata esaudita.
Il problema è che adesso sono senza aiuto e devo cercarne un'altra.
Speriamo che non abbia aspirazioni più alte.

Fregature

Nascosto in una bella scatola, ricevuta in dono per le festività natalizie, c'era quest'ultima leccornia, di cui non mi ero accorta.

La confezione mi faceva pregustare un bel pranzetto con la mia famiglia, ma mi sono dovuta ricredere.
Per la crisi il rimedio è sempre lo stesso: ridurre il contenuto, mantenendo intatta la dimensione del contenitore.
Almeno sulla confezione del torrone a cui faceva riferimento il mio post precedente, c'era indicato il peso.
Qui l'ho cercato invano. 
Forse perchè ho un difetto alla vista.

PS Non l'ha trovato neanche mio marito.

venerdì 6 gennaio 2012

Soste


Quando siamo arrivati ho chiesto dov'era l'accettazione.
Mi hanno risposto che l'accettazione è all'ospedale. Al .Convegno di Sacrofano(Roma) dove eravamo approdati insperatamente, c'era l'accoglienza.
Solo allora ho capito che il treno, su cui da mesi sono salita, aveva fatto sosta in una stazione dimenticata.