Visualizzazione post con etichetta riflessioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta riflessioni. Mostra tutti i post

martedì 4 giugno 2013

La scritta

La volevo riportare al negozio dove ieri l'avevo comprata, la maglietta con la scritta non propriamente adeguata ad una donna della mia età, di chiesa e rispettosa delle persone.

Mio figlio, quando mi ha detto cosa significava, sono caduta dalle nuvole, perchè avevo solo guardato che mi entrasse e che costava poco nel negozio cinese vicino casa.

"Questo succede a chi non conosce l'inglese", mi ha detto con aria saccente. 
(Quando a lui assegnarono alle medie la classe di francese facemmo le carte false per fargli imparare l'inglese e lo mandammo anche in Inghilterra, cosa che ai miei tempi non poteva succedere. Alle suore 60 anni fa o mangiavi quella minestra o saltavi dalla finestra.)

"Se la metti quando vai alla preghiera con persone della tua età , puoi stare tranquilla che nessuno ti dice niente. "Ha aggiunto con aria ironica.

Ma questa mattina, quando mi sono ritrovata il sacchetto con lo scontrino pronto vicino alla porta, ho desiderato indossare la scandalosa maglietta e farci una foto e poi postarla qui.


Poichè da anni giro per medici a causa della mia incapacità di deambulare e poichè, dopo essermi sottoposta ad ogni genere di sevizie, mi hanno risposto che devo curare il cervello, ho seguito il loro consiglio...eppoichè lo psicologo dopo due incontri mi ha consigliato di scrivere un libro dal titolo VAFF... a tutti quelli che non mi credono, eppoichè io non trovo il coraggio di farlo...

Che non sia questa la strada per uscire dal fosso?

Portarlo scritto sulla maglietta.

Chi vuole capire capisca.

martedì 23 febbraio 2010

Bisogni




Matteo 6,7-15 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Pregando, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate. Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli
sia santificato il tuo nome;
venga il tuo regno;
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe”.
...................................................................................................................................................
“Il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno “.
Queste sono le parole che mi hanno colpito leggendo il Vangelo di oggi, questa notte, quando il dolore, come sempre, mi ha dato la sveglia.
Ho pensato a Dio Padre, al Papà di tutti i papà, come lo chiama Giovanni, ho pensato alle pietre che spesso sento come risposta alla mia preghiera.
Che salendo in cielo, Gesù si sia dimenticato di cosa serve concretamente all'uomo per vivere?
Che la vita del cielo, lo abbia reso meno sensibile alle nostre necessità?
La compassione è virtù divina e Dio ci ha mandato suo figlio per renderla visibile e operante.
Questa notte il dolore non mi ha permesso di pregare il Padre nostro, di rivolgermi a Lui come l'unico che conosceva fino in fondo i miei bisogni.
Era necessario dirgli che mi sarebbe piaciuto sperimentare la normalità di un sonno ristoratore senza che qualcuno o qualcosa provvedesse a svegliarmi anzitempo?
Quando ero piccola mamma mi svegliava alle 5 per farmi le trecce, prima di andare a lavorare.
Tagliate le trecce, la domenica mi svegliava per riordinare la nostra piccola casa , perchè eravamo in tanti e dormivamo anche in sala.
Poi mi sono sposata.
La casa era grande, ma a svegliarmi, per tredici mesi, è stato mio figlio che  non trovava pace né di giorno, né di notte.
Non appena lui ha smesso di piangere mi sono ammalata e il sonno è diventato pura utopia
Sono qui che penso a quando potrò riposare.

sabato 6 maggio 2006

Se tornassi a vivere...




Qualcuno mi ha chiesto giorni fa se, potendo rinascere, avrei vissuto la vita in maniera diversa. Li per li ho risposto di no, poi ci ho pensato un po' su e...
Potendo rivivere la mia vita, avrei parlato meno e ascoltato di più.
Non avrei rinunciato a invitare a cena gli amici soltanto perché il mio tappeto aveva qualche macchia e la fodera del divano era stinta.
Avrei mangiato briciolosi panini nel salotto buono e mi sarei preoccupata molto meno dello sporco prodotto dal caminetto acceso.
Avrei trovato il tempo di ascoltare il nonno quando rievocava gli anni della sua giovinezza.
Non avrei mai preteso, in un giorno d'estate, che i finestrini della macchina fossero alzati perché avevo appena fatto la messa in piega.
Non avrei lasciato che la candela a forma di rosa si sciogliesse, dimenticata, nello sgabuzzino. L'avrei consumata io, a forza di accenderla.
Mi sarei stesa sul prato con i bambini senza badare alle macchie d'erba sui vestiti.
Avrei pianto e riso di meno guardando la televisione e di più osservando la vita.
Avrei condiviso maggiormente le responsabilità di mio marito.
Mi sarei messa a letto quando stavo male, invece di andare febbricitante al lavoro quasi che, mancando io dall'ufficio, il mondo si sarebbe fermato.
Invece di non veder l'ora che finissero i nove mesi della gravidanza, ne avrei amato ogni attimo, consapevole del fatto che la cosa stupenda che mi viveva dentro era la mia unica occasione di collaborare con Dio alla realizzazione di un miracolo.
A mio figlio che mi baciava con trasporto non avrei detto: "Su, su, basta. Va' a lavarti che la cena è pronta".
Avrei detto più spesso: "Ti voglio bene" e meno spesso: "Mi dispiace"... ma soprattutto, potendo ricominciare tutto daccapo, mi impadronirei di ogni minuto... lo guarderei fino a vederlo veramente.., lo vivrei... e non lo restituirei mai più.
( Enna Rombeck)